mercoledì 29 agosto 2007

EntrainAzione. Non pagare la Bolletta Nucleare

Ferma anche tu gli investimenti ENEL sul nucleare nell'Europa dell'Est.

martedì 21 agosto 2007

Della trasparenza

In qualità di Istituzione Finanziaria Europea, la Banca Europea degli Investimenti dovrebbe agire nell’ambito della legislazione europea e di ciò che essa prevede in materia di accesso all’informazione e di partecipazione pubblica. Nonostante questo, la BEI ha agito per anni come una qualsiasi banca privata rispondendo esclusivamente ai suoi clienti e negando, al pubblico, qualsiasi informazione riguardante le sue operazione finanziarie. Grazie all’impegno di numerose organizzazioni europee la situazione sta lentamente cambiando. Nel 2006, la BEI ha organizzato la prima consultazione pubblica sull’accesso alle informazioni approvando una politica sulla trasparenza, ma a tutt’oggi il diritto dei cittadini europei a conoscere come i soldi pubblici vengano impiegati dentro e fuori i confini dell’Unione, non è ancora garantito adeguatamente. CEE Bankwatch ha realizzato un rapporto accurato sul reale funzionamento della politica sulla trasparenza scaricabile in inglese http://bankwatch.org/documents/EIBtransparency_report.pdf

Chi volesse conoscere quali progetti la BEI è in procinto di finanziare puà consultare il sito istituzionale della Banca all'indirizzo http://www.eib.org/projects/pipeline/index.htm
Sui progetti ogni cittadino ha il diritto di poter accedere ad alcune informazioni, quelle ritenute non sensibili dalla Banca stessa, scrivendo alla Civil Society Unit della BEI.

venerdì 10 agosto 2007

Il cambiamento climatico risveglia il nucleare

La BEI, al contrario di quanto previsto nel suo statuto non appare molto interessata alle politiche europee in materia di sviluppo sostenibile, diritti umani, salvaguardia ambientale, ma piuttosto abituata a scegliere dal menù Europa ciò che meglio aggrada le lobby economiche multinazionali e di casa nostra. Un caso più che mai attuale e particolarmente emblematico è quello del cambiamento climatico. La BEI sembra essere del tutto non curante del problema delle emissioni di CO2 quando foraggia abbondantemente il trasporto aereo, sia attraverso gli ampliamenti dei terminal aeroportuali di mezza Europa, sia tramite crediti diretti a compagnie quali Easyjet. Un settore già abbondantemente sussidiato dall’esenzione fiscale sul carburante, responsabile delle emissioni più pericolose per l’atmosfera, quelle in alta quota, e che oggi esercita una concorrenza sleale a tutti gli altri mezzi di trasporto collettivi dall’impatto ambientale consistentemente più basso.
In una nota del 10 Luglio, la banca di casa Europa, fa sapere che in coerenza con il documento “Energy policy for Europe” e recependo l’obiettivo europeo di una riduzione delle emissioni del 20% entro il 2020…..indovinate un pò? Invece di intraprendere un revisione organica delle politiche di finanziamento dei settori maggiormente inquinanti decide di cavalcare l’onda della sicurezza e la diversificazione energetica, e di lanciarsi nel finanziamento al nucleare. Il nucleare come soluzione “innovativa” per la riduzione delle emissioni di gas serra, affiancato nel prossimo futuro dai biocarburanti, altra soluzione innovativa dagli effetti devastanti, sulla quale le grandi multinazionali dell’energia stanno già investendo miliardi, investimenti che la banca non mancherà di sostenere.
Ad oggi la BEI ha ufficialmente finanziato un solo progetto da 200 milioni nel settore nucleare. Il progetto è stato approvato dal consiglio di amministrazione il 17 Luglio scorso e consiste nel finanziamento di EURENCO, una joint venture tedesco-olandese-britannica specializzata nell’arricchimento dell’uranio.
Ma ad uno sguardo attento questo sostegno è già in atto. Pochi mesi fa la BEI ha accordato un finanziamento all’ENEL per un programma di investimenti nel campo dell’energia rinnovabile e convenzionale. Una delle linee di investimento è definita come “diversificazione della produzione energtica in Italia e in Europa”.
Pochi sanno che al contrario della campagna “verde” tutta orientata alle energie rinnovabili e ad un futuro pulito l’ENEL sta investendo XXXX milioni di euro per la costruzione di due reattori nucleari oltralpe, in Slovacchia, e sta allungando l’occhio anche sul mostruoso progetto della centrale nucleare di Belene in Bulgaria. Un vero e proprio caso di dumping in casa Europa, produci e scarica scorie ad est, porta e rivendi a casa energia pulita. A contrastare questo ennesimo e silenzioso smacco alle lotte che hanno detto no al coinvolgimento dell’Italia nella produzione di energia nucleare è in arrivo una campagna. Tenetevi informati su www.staccalaspina.org
Al clima e la sicurezza, energetica sarà poi dedicato il Forum annuale della banca Europea degli Investimenti che si terrà in Slovenia dal 26 al 28 settembre, state sintonizzati perché se ne sentiranno delle belle.

mercoledì 25 luglio 2007

PUBLIC MONEY FOR PUBLIC INTERESTS. Dal manifesto della campagna per la riforma della BEI

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è diventata il maggior erogatore pubblico di prestiti nel mondo. Ogni anno essa presta circa 40 miliardi di euro, la maggior parte per progetti in Stati membri dell’EU, ma in misura crescente anche per importanti investimenti nell'area mediterranea, nell’ACP( Africa, Caraibi, Pacifico), in America Latina e in Asia.

La BEI si considera istituzione finanziaria dell’UE, ma, di fatto, agisce come una banca indipendente, responsabile solo verso i suoi azionisti, ovvero i governi dei 25 Stati membri. Al momento essa deve essere considerata l’istituzione meno trasparente, meno responsabile e meno democraticamente controllata tra le agenzie incaricate di dare attuazione alle politiche dell'UE e tra le istituzioni finanziarie pubbliche.

Come “banca di casa “ dell’UE, la BEI dovrebbe rispettare e attuare i suoi fini fondamentali ovvero promuovere lo sviluppo sostenibile, ridurre la minaccia dei cambiamenti climatici, proteggere la biodiversità e creare posti di lavoro. Ma la realtà del suo programma di prestiti disegna un quadro ben diverso. Attraverso massicci prestiti destinati ad infrastrutture per l’energia e i trasporti, la BEI è diventata uno dei maggiori artefici istituzionali dei cambiamenti climatici. Attraverso la filosofia dei “grandi prestiti”, essa spesso finanzia grandi multinazionali, che non contribuiscono istituzionalmente al bene collettivo e, per propria natura, avrebbero meno bisogno degli aiuti pubblici
Se la BEI deve diventare una forza positiva dell'Europa per finanziamenti di pubblico interesse a livello mondiale, essa deve essere riformata ora, in parallelo con l’allargamento dell’UE. Gruppi della società civile si appellano ai cittadini responsabili e agli operatori politici perché facciano ogni sforzo per rendere la BEI una istituzione che lavora a beneficio dei cittadini e dell'ambiente. Noi auspichiamo una Banca che sia pienamente responsabile verso il pubblico e trasparente in tutte le sue operazioni. Auspichiamo che essa eroghi prestiti solo per progetti sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale, basati su politiche, standard e regole chiare all’interno e all’esterno dell’UE, e si impegni a sostenere solamente quei progetti che abbiano il libero, dimostrabile e informato consenso delle comunità interessate.

Piattaforma Europea Campagna BEI

venerdì 20 luglio 2007

Aria di apertura

Se credete che gli attivisti della ribalta di Seattle siano ormai definitivamente estinti, sappiate che state prendendo una cantonata. Ebbene si, alcuni temi sono fuori moda e c'era da aspettarselo, Banca Mondiale, Fondo Monetariao Internazionale, Banche Multilaterali varie, non avevano le carte in regola per generare un interesse di lunga durata. Era un sacco bello sdraiarsi tutti insieme davanti ai palazzi del potere ed esser trascinati via in malomodo, ma diciamocelo, uno studio attento dei meccanismi che regolano questi mostri finanziari non ha mai entusiasmato nessuno. E poi i tempi cambiano, i capelli imbiancano, i principi franano e si cede sempre più spesso ad un film noleggiato da blockbuster condito da surgelati precotti. Però c'è ancora qualcuno sparso in giro per il mondo che non ha tolto gli occhi di dosso alle istituzioni finanziarie internazionali, continuando ad alitargli sul collo ed a lavorare affinchè i soldi pubblici siano spesi nel pubblico interesse. Una battaglia, forse di retroguardia direte voi, ma ancora viva e vegeta, che nel tempo si è affinata e specializzata, portata avanti da pochi ma testardi attivisti.
Negli ultimi anni si è imposto nella finanza dello sviluppo un nuovo soggetto assolutamente ignoto al grande pubblico ma, ahinoi, molto molto vicino, la Banca Europea per gli Investimenti. Da oggi questo spazio vi trascinerà con inaspettato fascino nel mondo di chi gli chiede di agire per uno sviluppo sostenibile in Europa e nel sud del Mondo.