<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170</id><updated>2009-11-10T13:59:51.289-08:00</updated><title type='text'>BEIWatch</title><subtitle type='html'>L'unico blog italiano che svela i segreti della Banca Europea per gli Investimenti e delle sue meravigliose avventure interplanetarie.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-7241962391180400031</id><published>2009-06-12T05:20:00.001-07:00</published><updated>2009-06-12T05:20:49.617-07:00</updated><title type='text'>CASO BEI-DIGA DI GIBE 3 IN ETIOPIA. LE ONG FANNO CHIAREZZA</title><content type='html'>Roma, 5 giugno 2009 – Una dichiarazione rilasciata ieri dalla Banca europea per gli investimenti contraddice quanto annunciato il 3 giugno all’organizzazione Friends of Lake Turkana in merito al ritiro dell’istituzione dal possibile finanziamento della diga di Gibe 3 in Etiopia. Quanto affermato ieri rispecchia appieno la volontà della Banca di condurre nella più totale opacità le sue operazioni riguardo a Gibe 3 e ad altri controversi progetti.&lt;br /&gt;Chiariamo come sono andati realmente i fatti.&lt;br /&gt;Lo scorso 4 marzo Ikal Angelei, coordinatrice della kenyana Friends of Lake Turkana ha inviato una lettera al presidente della BEI chiedendo che la Banca non finanziasse Gibe 3.&lt;br /&gt;Il 30 aprile il segretario generale della BEI ha informato Friends of Lake Turkana che l’ufficio reclami dell’istituzione si sarebbe incontrato con esponenti della Ong keniana per “far sì che la BEI prenda una decisione informata sul possibile finanziamento del progetto”. La responsabile dell’ufficio ha informato Friends of Lake Turkana che avrebbe preso parte all’incontro con il Compliance Review and Mediation Unit della Banca Africana per lo sviluppo previsto per l’8 giugno a Nairobi.   &lt;br /&gt;Il 3 giugno la responsabile dell’ufficio reclami della BEI ha chiamato Ikal Angeli, informandola che il presidente della stessa BEI aveva formalmente annunciato il mancato coinvolgimento della Banca in Gibe 3, ragione per cui lei non avrebbe preso parte all’incontro dell’8 giugno. Un rappresentante di un’altra istituzione lo stesso giorno ha parlato con Ikal Angelei, confermando la notizia del ritiro della BEI dal progetto. &lt;br /&gt;International Rivers, la coalizione europea Counter Balance e Friends of Lake Turkana hanno accolto con favore questo annuncio, definendolo “una svolta per l’ambiente e le comunità impattate” e un “fondamentale passo in avanti per gli standard dei prestiti della Banca”.&lt;br /&gt;Il 4 giugno la BEI ha rilasciato una dichiarazione in cui si sostiene che “finora la Banca non ha preso nessuna decisione formale riguardo a una possibile valutazione del progetto” e che “la Banca ha bisogno di ulteriori studi per decidere se procedere con una valutazione formale”.&lt;br /&gt;La BEI è solita valutare in maniera informale i progetti tramite quella che definisce una “pre-valutazione”, così da evitare il processo di responsabilità formale che si applica con i giudizi ufficiali. In questo modo la Banca ha condotto una valutazione di Gibe 3 nascondendosi dietro la copertura della “pre-valutazione”. Uno stratagemma che ha permesso all’istituzione di non rendere pubbliche alle comunità impattate la informazioni sul progetto, evitando così loro eventuali ricorsi.&lt;br /&gt;La Banca, inoltre, sta finanziando l’Economic, Financial and Technical Assessment del progetto insieme alla Banca africana per lo sviluppo, sebbene anche in questo caso non abbia voluto rendere noto nessun dettaglio al riguardo.   &lt;br /&gt;In base agli ultimi accadimenti, International Rivers, la coalizione europea Counter Balance e Friends of Lake Turkana chiedono alla BEI di rendere pubbliche tutte le informazioni che hanno a che fare con il suo coinvolgimento in Gibe 3. &lt;br /&gt;Caterina Amicucci della CRBM, una delle organizzazioni che compongono il network Counter Balance, ha dichiarato: “Nonostante tanti discorsi e molti impegni retorici, la BEI non si fa carico delle sue responsabilità. Non solo le sue politiche e linee guida devono essere migliorate, ma anche le sue pratiche interne e il suo approccio in generale. In quanto banca di sviluppo dell’Unione Europea, non può far di tutto per nascondere le sue operazioni. Le sue azioni devono essere trasparenti e il pubblico ne deve poter essere informato”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-7241962391180400031?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/7241962391180400031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=7241962391180400031&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/7241962391180400031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/7241962391180400031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2009/06/caso-bei-diga-di-gibe-3-in-etiopia-le.html' title='CASO BEI-DIGA DI GIBE 3 IN ETIOPIA. LE ONG FANNO CHIAREZZA'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-3744077768048947598</id><published>2009-06-04T06:11:00.000-07:00</published><updated>2009-06-04T06:12:47.162-07:00</updated><title type='text'>LA BEI NON FINANZIA LA DIGA DI GIBE 3 IN ETIOPIA</title><content type='html'>ROMA, 4 GIUGNO 2009 – La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha annunciato ieri sera che non ha intenzione di fornire la copertura finanziaria per il progetto della diga di Gilgel Gibe 3, in Etiopia. Sebbene non siano state specificate le ragioni di tale decisione, appare evidente che la Banca di sviluppo dell’Unione europea ha giudicato troppo negativi gli impatti correlati alla costruzione della diga. Gilgel Gige 3, infatti, qualora completata devasterebbe l’ecosistema della valle dell’Omo e del lago Turkana, in Kenya, mettendo a rischio la sicurezza alimentare di almeno 500mila persone. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lavori di realizzazione dell’impianto idroelettrico, i cui costi sono stimati intorno al miliardo e mezzo di euro, sono affidati alla compagnia italiana Salini, che ha ricevuto l’appalto dall’esecutivo etiope senza che si svolgesse nessuna gara formale.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La CRBM, la coalizione Counterbalance, Friends of Lake Turkana e International Rivers hanno accolto con grande soddisfazione il provvedimento della BEI, però al contempo spingono affinché il governo italiano e la Banca africana di sviluppo non eroghino fondi per il progetto. L’esecutivo di Addis Abeba ha già richiesto all’Italia un prestito di 250 milioni di euro per la nuova diga, sebbene la nostra agenzia di credito all’export, la SACE, abbia già declinato ogni forma di sostegno.&lt;br /&gt;Val la pena ricordare che la diga Gilgel Gibe 2, in fase di completamento per opera della Salini, fu a suo tempo finanziata sia dalla nostra cooperazione che dalla BEI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La decisione della BEI va nella direzione giusta e ci auguriamo che questo sia il primo passo verso il sostegno ad un nuovo modello energetico rispettoso dell'ambiente e delle popolazioni locali nei Paesi del sud del mondo” ha dichiarato Caterina Amicucci della CRBM. “Il progetto ha già incassato il consenso politico del governo Berlusconi, che dopo aver dimezzato i fondi della cooperazione allo sviluppo intende destinare 250 milioni ad un’opera che potrebbe creare una vera e propria crisi umanitaria nella regione e che è ha collezionato numerose irregolarità procedurali” ha continuato l’Amicucci. “La cooperazione italiana non deve finanziare questo progetto, la società civile internazionale è pronta a portare il caso al Consiglio dei diritti Umani dell'ONU e anche a intraprendere una battaglia legale, qualora necessario” ha concluso l’Amicucci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la Ong statunitense International Rivers qualora la Banca africana di sviluppo dovesse garantire un prestito per Gilgel Gibe 3 violerebbe le sue stesse politiche sugli impatti socio-ambientali, sulla riduzione della povertà, sul reinsediamento e sulla gestione transfrontaliera delle risorse idriche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-3744077768048947598?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/3744077768048947598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=3744077768048947598&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/3744077768048947598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/3744077768048947598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2009/06/la-bei-non-finanzia-la-diga-di-gibe-3.html' title='LA BEI NON FINANZIA LA DIGA DI GIBE 3 IN ETIOPIA'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-8875728931189485210</id><published>2009-03-31T09:24:00.000-07:00</published><updated>2009-03-31T10:05:36.300-07:00</updated><title type='text'>Lo sguardo di un pennuto sulle grandi dighe</title><content type='html'>Il cartone animato prodotto da Counter Balance che chiede alla BEI di non investire nelle grandi dighe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-84c38705fb9095a" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" 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href='http://beiwatch.blogspot.com/2009/03/lo-sguardo-di-un-pennuto-sulle-grandi.html' title='Lo sguardo di un pennuto sulle grandi dighe'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-2947790403765044064</id><published>2009-03-24T08:46:00.000-07:00</published><updated>2009-03-24T08:48:37.702-07:00</updated><title type='text'>L’acqua è un bisogno, ma non un diritto</title><content type='html'>Si sono svolti in contemporanea a Istanbul il Forum Mondiale ufficiale dell’acqua e il contro forum della società civile e dei movimenti per l’acqua. Entrambi hanno discusso dei problemi legati alle risorse idriche, ma le conclusioni sono diverse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;articolo di Caterina Amicucci pubblicato da Nigrizia Online&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è concluso domenica 22 marzo il People's Water Forum organizzato dalla società civile ad Istanbul, in parallelo al quinto Forum Mondiale dell'Acqua. Centinaia di delegati di associazioni, movimenti e sindacati hanno ribadito che l'acqua è un bene comune ed un diritto fondamentale, facendo appello ai governi affinché il forum sia trasferito in sede ONU attraverso un processo partecipativo ed inclusivo. Durante le numerose conferenze, i partecipanti giunti ad Istanbul da 70 diversi paesi, hanno condiviso esperienze di lotta per rendere l’acqua pubblica, buone pratiche di gestione partecipata, e strategie di pressione verso governi ed enti locali che hanno portato alcuni paesi dell'America latina a riconoscere nella Costituzione che l'acqua è un diritto umano, ed una città come Parigi a tornare, a partire dal 2010, ad una gestione pubblica dei servizi idrici. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Un riconoscimento particolare è andato alla società civile turca, che in pochi mesi è riuscita a costruire una nuova fondamentale tappa per il movimento, non senza difficoltà che hanno impedito la creazione di un fronte unico. Sono state infatti due distinte piattaforme ad animare il forum alternativo a causa del mancato accordo sul dirimente tema delle dighe in Turchia, fortemente intrecciato con la questione curda. Il governo turco è infatti deciso a portare avanti un progetto di sfruttamento dei bacini del sud est dell'Anatolia – meglio noto compe progetto GAP- per la produzione di energia elettrica e la creazione di infrastrutture irrigue. Un progetto dagli impatti ambientali e sociali devastanti, che sommergerà siti archeologici antichissimi, provocherà il dislocamento di decine di villaggi curdi, e cambierà radicalmente l'ecosistema della regione. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L’aspetto ambientale è risultato essere un problema comune, condiviso durante i diversi workshop con i rappresentanti delle associazioni africane e dell'America latina, dove il paradigma delle grandi dighe minaccia la sicurezza alimentare e l'accesso all'acqua di numerose popolazioni indigene e persino l'ecosistema dell'incontaminata Patagonia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su un punto però l'accordo è stato unanime. Il Consiglio Mondiale dell'Acqua, promotore del forum dal 1997, è un organo illegittimo guidato dagli interessi delle multinazionali dell'acqua. Il fatto che il presidente sia Loïc Fauchon, numero uno della Società Idrica di Marsiglia, sussidiaria delle due più grandi multinazionali del settore, Veolia e Suez, la dice lunga sui veri scopi di questa organizzazione: continuare a promuovere i processi di privatizzazione dell'acqua nel nord e nel sud del mondo e la costruzione delle grandi infrastrutture idriche ad opera delle compagnie occidentali. Una lobby molto pericolosa che è riuscita a far confluire ad Istanbul moltissimi governi ed enti locali di tutto il mondo, che nella dichiarazione finale hanno stigmatizzato l'acqua come un bisogno e non come un diritto inalienabile. Pochi gli enti locali che hanno sottoscritto la dichiarazione e molto importante l'iniziativa dei governi latinoamericani presenti al Forum, che hanno guidato la stesura di un documento alternativo che riconosce l'accesso a l'acqua come un diritto umano fondamentale. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fino adora sono venti i paesi che hanno sottoscritto la dichiarazione alternativa ( fra gli europei solo Spagna e Svizzera) ma il consenso potrebbe crescere nei prossimi mesi. Viva preoccupazione sulla dichiarazione interministeriale è stata espressa dal Presidente Generale dell'Assemblea Generale dell'ONU, Miguel d'Escoto Brockmann, che ha criticato aspramente anche il carattere privatistico ed esclusivo del Forum ufficiale. Le parole di d'Escoto sono arrivate ad Istanbul tramite la consigliera Maude Barlow, che ha partecipato anche ai lavori del forum alternativo facendo appello ad un'alleanza trasversale fra istituzioni e società civile per arrestare questo pericoloso processo di mercificazione dell'acqua. Il tema delle alleanze conclude anche la dichiarazione finale dei movimenti, che hanno richiamato alla necessità di unire le forze con le reti contadine e con chi è impegnato sul fronte del cambiamento climatico. E' sempre più evidente che l'appuntamento del prossimo dicembre a Copenaghen, dove si concluderà il negoziato sul clima, rappresenterà per la società civile globale un momento cruciale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-2947790403765044064?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/2947790403765044064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=2947790403765044064&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/2947790403765044064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/2947790403765044064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2009/03/lacqua-e-un-bisogno-ma-non-un-diritto.html' title='L’acqua è un bisogno, ma non un diritto'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-2723805201579414901</id><published>2009-03-17T03:15:00.000-07:00</published><updated>2009-03-17T03:21:52.257-07:00</updated><title type='text'>La diga che asseta</title><content type='html'>articolo di Caterina Amicucci pubblicato su "Il Manifesto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Sb95D9hLh4I/AAAAAAAAADU/1gkUWABn8bI/s1600-h/DSC00026.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Sb95D9hLh4I/AAAAAAAAADU/1gkUWABn8bI/s400/DSC00026.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314099194280773506" /&gt;&lt;/a&gt;La regione del lago Turkana è la più arida del Kenya, un deserto di sabbia e pietra che segna il delicato confine con l'Etiopia, il Sudan e l' Uganda. Là l'acqua è il bene più prezioso, tanto che si cammina fino ad otto ore sotto il sole battente per riportarne a casa qualche litro. Negli ultimi anni la siccità ha ridotto sensibilmente le piogge e i corsi d'acqua stagionali restano asciutti per la maggior parte del tempo. &lt;br /&gt;Questa è la terra di Turkana, Borana, Samburu e Dasanech, comunità pastorali prevalentemente nomadi, da sempre in conflitto per lo sfruttamento delle scarse risorse disponibili. Sopravvivono allevando cammelli, capre, asini e contendendosi un terra impervia e l'accesso alle poche forniture idriche disponibili. &lt;br /&gt;In questo ambiente ostile il lago è una risorsa fondamentale. Per alcune comunità è l'unica fonte di acqua che, nonostante sia salina, viene utilizzata per tutti gli usi domestici e per abbeverare il bestiame. Negli anni queste popolazioni dalle tradizioni millenarie hanno diversificato l'attività produttiva dedicandosi anche alla pesca. Attraverso una rudimentale catena di distribuzione e commercio, il pesce del lago Turkana arriva sui mercati di Nairobi e viene venduto anche in Uganda. Si stima che fra pescatori, distributori, commercianti e trasportatori la pesca sia l'unica fonte di  reddito per 10mila famiglie, che da queste parti significa 80mila persone. &lt;br /&gt;Questo fragile sistema di relazioni ecologiche e sociali potrebbe collassare per sempre se la costruzione della diga Gilgel Gibe III arriverà a compimento. Il fiume Omo scorre per 600 chilometri in Etiopia, garantendo il 90 per cento dell'acqua del lago Turkana.  E proprio sul bacino dell'Omo il sodalizio fra il governo etiope e una nota azienda italiana, la Salini Costruttori S.p.A, ha dato vita al progetto della diga di Gibe III, che potrebbe generare una crisi ambientale e umanitaria senza precedenti in una regione tradizionalmente instabile. La diga, in costruzione dal 2006, sbarrerà completamente il corso del fiume con un muro di 240 metri, 500 chilometri a nord del Lago Turkana. In Etiopia, anche la valle dell'Omo è popolata da numerosa comunità indigene che vivono di agricoltura tradizionale basata sulle piene del fiume. Durante la stagione delle piogge, le esondazioni  irrigano naturalmente le terre depositando la materia organica che ne aumenta la fertilità, la stessa tecnica utilizzata dagli antichi Egizi lungo le sponde del Nilo. &lt;br /&gt;Ma in termini di siccità sarà la regione del Turkana a pagare il prezzo più alto. Si stima che il livello del lago scenderà di 10-12 metri aumentando la concentrazione salina dell'acqua e compromettendo definitivamente l'uso domestico e per l'allevamento. La biodiversità acquatica sarà drasticamente ridotta, creando una crisi irreversibile dell'economia locale. I conflitti fra le popolazioni locali saranno esacerbati dal deterioramento ambientale e dall'aumento della povertà. &lt;br /&gt;Tutto ciò potrebbe avvenire sotto il segno dello sviluppo. La diga avrà un costo complessivo di un miliardo e 800 milioni di euro e potrebbe ricevere il sostegno della Banca Africana di Sviluppo e della Banca Europea per gli Investimenti. I soldi dei contribuenti europei così asseterebbero ulteriormente una regione già duramente colpita dal cambiamento climatico e farebbero precipitare questa ampia zona dell'Africa subshariana in una nuova spirale di conflitti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-2723805201579414901?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/2723805201579414901/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=2723805201579414901&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/2723805201579414901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/2723805201579414901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2009/03/la-diga-che-asseta.html' title='La diga che asseta'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Sb95D9hLh4I/AAAAAAAAADU/1gkUWABn8bI/s72-c/DSC00026.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-4193205474059443273</id><published>2009-03-11T03:03:00.000-07:00</published><updated>2009-03-11T03:28:28.577-07:00</updated><title type='text'>One big pig goes to the market</title><content type='html'>Come i soldi destinati allo sviluppo della Banca Europea per gli Investimenti arrivano al sud e poi tornano al nord.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-6289c1cf73499ae8" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" 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title='One big pig goes to the market'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-4025599385128092402</id><published>2008-12-14T10:04:00.000-08:00</published><updated>2008-12-15T00:10:53.354-08:00</updated><title type='text'>Merry Christmas Mr. President</title><content type='html'>Il presidente delle BEI Philippe Maystadt si è rifiutato, due settimane fa, di incontrare tre rappresentanti della società civile africana. Invitati in Europa dalla coalizione &lt;a href="http://www.counterbalance-eib.org"&gt;Counter Balance&lt;/a&gt; hanno incontrato parlamentari, istituzioni ed ONG per spiegare gli impatti di tre progetti finanziati dalla Banca Europea per gli Investimenti: l'oleodotto Ciad-Camerun, la miniera di Tenke Fungurume in Congo ed il gasdotto della Africa Occidentale.&lt;br /&gt;Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The EIB president Philippe Maystadt refused, two weeks ago, to meet three representatives of African Civil Society. They have been invited in Europe by Counter Balance coalition, they met parlamentarians, institutions and NGO's explaining the impacts of three EIB financed projects: the Chad-Cameroon pipeline, the Tenke Fungurume mine in Congo and the West Africa gas pipeline.&lt;br /&gt;If Mohammed doesn't go to the mountain, we bring the mountain to Mohammed! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-b27e0f3d0377c4ce" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fvp.video.google.com%2Fvideodownload%3Fversion%3D0%26secureurl%3DqAAAABqQx1oQmSnIaATdhug8I96tCgdL15fTh5MV-bdQzj3BjlXYBu1zp5THYaxkL2d3pjWz8hDPrBArIoDQ-kGg0o2rsnmbm5o3LTL47reXoSrELBEs6XqUwG-Vdz29RPW_QibxmERViSk0UkGvpcA1nJidLVPBHjRruhgnhL9DH1gp4gsbLRherfPr_-qTeXmccMEJuyPGHj_atNaRheRkJn1jtHZwJ5fg8LbYnNLbG6PA%26sigh%3D5E-md5D0gEhsiIlCUE06xHY6KyM%26begin%3D0%26len%3D86400000%26docid%3D0&amp;amp;nogvlm=1&amp;amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3Db27e0f3d0377c4ce%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DV7fNknMVuS0HnxHeyBjz_xpShmA&amp;amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;embed width="320" height="266" src="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fvp.video.google.com%2Fvideodownload%3Fversion%3D0%26secureurl%3DqAAAABqQx1oQmSnIaATdhug8I96tCgdL15fTh5MV-bdQzj3BjlXYBu1zp5THYaxkL2d3pjWz8hDPrBArIoDQ-kGg0o2rsnmbm5o3LTL47reXoSrELBEs6XqUwG-Vdz29RPW_QibxmERViSk0UkGvpcA1nJidLVPBHjRruhgnhL9DH1gp4gsbLRherfPr_-qTeXmccMEJuyPGHj_atNaRheRkJn1jtHZwJ5fg8LbYnNLbG6PA%26sigh%3D5E-md5D0gEhsiIlCUE06xHY6KyM%26begin%3D0%26len%3D86400000%26docid%3D0&amp;amp;nogvlm=1&amp;amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3Db27e0f3d0377c4ce%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DV7fNknMVuS0HnxHeyBjz_xpShmA&amp;amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-4025599385128092402?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=b27e0f3d0377c4ce&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/4025599385128092402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=4025599385128092402&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/4025599385128092402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/4025599385128092402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/12/merry-christmas-mr-president.html' title='Merry Christmas Mr. President'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-2276897905931133261</id><published>2008-12-14T09:59:00.000-08:00</published><updated>2008-12-14T10:02:00.784-08:00</updated><title type='text'>Ciad-Camerun, il fallimento</title><content type='html'>articolo di Caterina Amicucci pubblicato da "Il Manifesto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro progetto, figlio della dottrina sviluppista «made in Washinghton», è definitivamente fallito. Lo scorso settembre la Banca Mondiale si è ritirata dall'oleodotto Ciad-Camerun, propagandato per anni come la soluzione efficace per far uscire dalla povertà i due paesi africani.&lt;br /&gt;La pipeline, entrata in funzione nel 2003 e gestita da un consorzio di multinazionali petrolifere guidato dal gigante americano Exxon Mobil, collega trecento pozzi petroliferi nel Ciad meridionale con il porto camerunense di Kribi, lungo un percorso di 1.070 chilometri che attraversa la foresta tropicale. Il governo del Ciad, titolare dei diritti di estrazione dei 170.000 barili di petrolio al giorno, avrebbe dovuto investire i proventi in programmi di sviluppo e di lotta alla povertà. Il progetto Ciad-Camerun infatti era uno dei rari casi in cui anni di trattative, polemiche e proteste pubbliche nei due paesi efricani e da parte di reti ambientaliste internazionali aveva portato a consultazioni pubbliche e a stabilire un meccanismo che obbligava il Ciad a reinvestire parte dei benefici del petrolio in sviluppo sociale. E però, come avevano documentato gruppo della società civile organizzata locale e internazionale, la dittatura di Idriss Deby, impegnata a sedare i gruppi ribelli, continua a investire piuttosto in armi e in altre attività più o meno lecite a beneficio di un'elite politica corrotta.&lt;br /&gt;Il gesto della Banca Mondiale è stato essenzialmente simbolico visto che il Ciad ha ripagato preventivamente il debito residuo, svincolandosi definitivamente dall'obbligo di redistribuire le risorse economiche fra la popolazione. Ma regalare il Ciad al club dei petrodittatori ha contribuito anche l'Unione Europea. L'oleodotto, costato 3,5 miliardi di dollari, è stato sostenuto da diverse istituzioni finanziarie bilaterali e multilaterali fra le quali spicca il nome della Banca Europea per gli Investimenti. Il braccio finanziario dell'Ue ha partecipato all'operazione con un prestito di quasi 60 milioni di euro, nonostante fosse chiaro sin da subito come in Ciad gli interessi sul petrolio stavano catalizzando enormi conflitti tra nord e sud del paese per il controllo delle aree di futura estrazione.&lt;br /&gt;Nei giorni precedenti la decisione della Banca Mondiale, l'esercito ha imperversato nella regione di Moundou e Doba, commettendo massacri, torture ed esecuzioni extragiudiziali contro la popolazione civile. L'arrivo del petrolio ha acuito i conflitti tra le etnie, e quelli tradizionali tra agricoltori e allevatori. La mancata diffusione di informazioni e la presenza di militari nelle poche iniziative di consultazione hanno di fatto precluso alle comunità locali la possibilità di far valere le proprie richieste ed osservazioni. Anche il rischio ambientale è altissimo: la fitta rete di pozzi prevista mette a rischio la falda d'acqua sottostante e l'apertura delle strade necessarie alla costruzione dell'oleodotto ha già provocato un'ulteriore deforestazione, in quest'area del centro Africa dove ogni anno vengono abbattuti 2.000 kmq di foreste. Da quando l'impianto è operativo del resto non è stato eseguito nessun monitoraggio. La coalizione di organizzazione non governative Counter Balance ha chiesto alla Banca Europea per gli Investimenti di ritirarsi dall'operazione e istituire una commissione indipendente che individui ciò che non ha funzionato nel processo di valutazione e approvazione del progetto, ed eviti in futuro di finanziare progetti così scandalosi con la garanzia dei contribuenti europei. Ma la banca al momento tace, trincerandosi dietro la necessità di consultare gli altri donatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-2276897905931133261?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/2276897905931133261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=2276897905931133261&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/2276897905931133261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/2276897905931133261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/12/ciad-camerun-il-fallimento.html' title='Ciad-Camerun, il fallimento'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-1539740463781816252</id><published>2008-11-18T06:46:00.001-08:00</published><updated>2008-11-18T06:52:13.317-08:00</updated><title type='text'>Giuda Critica del Cittadino alla Banca Europea per gli investimenti</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.crbm.org/modules.php?name=browse&amp;mode=page&amp;cntid=882&amp;grpid=40"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SSLVfaaqU3I/AAAAAAAAADM/rT3VQ7Dnmks/s1600-h/tn_cover_web.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 100px; height: 100px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SSLVfaaqU3I/AAAAAAAAADM/rT3VQ7Dnmks/s400/tn_cover_web.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270009249620710258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;La guida di Counter Balance, la campagna europea sulla BEI, in cui si svelano tutti gli aspetti critici dell'attività della Banca europea per gli investimenti, una delle meno conosciute, ma al contempo potenti, istituzioni europee. In Italiano. Cliccare &lt;a href="http://www.crbm.org/modules.php?name=download&amp;f=visit&amp;lid=221"&gt;QUI&lt;/a&gt; per scaricare il file in versione PDF.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-1539740463781816252?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/1539740463781816252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=1539740463781816252&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/1539740463781816252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/1539740463781816252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/11/giuda-critica-del-cittadino-alla-banca.html' title='Giuda Critica del Cittadino alla Banca Europea per gli investimenti'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SSLVfaaqU3I/AAAAAAAAADM/rT3VQ7Dnmks/s72-c/tn_cover_web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-551277734257519611</id><published>2008-11-11T04:02:00.000-08:00</published><updated>2008-11-11T04:05:29.990-08:00</updated><title type='text'>BEI, STOP AI PRESTITI FUORI DALL’UE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SRl08-RDNQI/AAAAAAAAADE/14R4ixc7ZTw/s1600-h/ECJ.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 116px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SRl08-RDNQI/AAAAAAAAADE/14R4ixc7ZTw/s320/ECJ.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267369830041990402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Corte di Giustizia Europea sospende il mandato della BEI per un anno, in attesa di procedure più democratiche e delle consultazioni con il Parlamento Europeo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 11 novembre 2008 – CRBM accoglie con estremo favore la decisione della Corte di Giustizia Europea di annullare il mandato per i prestiti fuori dall’UE conferito peridiocamente dagli stati membri alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). La corte, accogliendo il ricorso del Parlamento Europeo cheha richiesto il meccanismo di co-decisione, ammette apertamente che il finanziamento esterno della banca non è coerente con le politiche di sviluppo europee,  fissando in 12 mesi il termine entro il quale formulare  un nuovo mandato sulla base di obiettivi  e procedure nuove. Se tale termine non venisse rispettato le operazioni BEI in Asia, America Latina e nei paesi vicini sarebbero sospese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione della Corte è di portata storica in quanto per la prima volta conferisce a un’istituzione democraticamente eletta  la giurisdizione sui parametri e le politiche per i prestiti della Banca Europea per gli Investimenti e chiarisce una volta per tutte che i prestiti  fuori dall'Unione Europea devono inserirsi nel quadro delle politiche di sviluppo, così come da anni sostiene la rete  Counter Balance, di cui fa parte la CRBM. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Siamo molto contenti che la Corte di Giustizia abbia riconosciuto quanto noi e altre Ong europee diciamo da quasi un decennio, ovvero che la BEI deve rispondere del suo operato e non può agire indisturbata senza che nessuno possa controllare le sue attività” ha dichiarato Antonio Tricarico, coordinatore della CRBM. “I prestiti di centinaia di milioni di euro che la BEI ha concesso in tutto il mondo devono essere monitorati con attenzione, perché troppo spesso in passato hanno finanziato progetti che non sono stati di nessuna utilità per lo sviluppo delle popolazioni locali, ma che invece hanno portato solo benefici alle grandi multinazionali e serie conseguenze negative per l’ambiente” ha concluso Tricarico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-551277734257519611?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/551277734257519611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=551277734257519611&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/551277734257519611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/551277734257519611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/11/bei-stop-ai-prestiti-fuori-dallue.html' title='BEI, STOP AI PRESTITI FUORI DALL’UE'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SRl08-RDNQI/AAAAAAAAADE/14R4ixc7ZTw/s72-c/ECJ.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-4451392260110354533</id><published>2008-11-04T09:01:00.000-08:00</published><updated>2008-11-04T09:02:44.811-08:00</updated><title type='text'>Tenke: una miniera di ingiustizie</title><content type='html'>Articolo di Luca Manes pubblicato da "Nigrizia Online"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Violazioni dei diritti umani e corruzione: le ong europee mettono sotto accusa il progetto della miniera di Tenke, in RdC, finanziato dalla Banca europea per gli investimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto della miniera di cobalto e rame Tenke Fungurume, nella Repubblica democratica del Congo, è andato avanti nonostante gravi violazioni dei diritti umani, una corruzione dilagante e crescenti tensioni sociali. Questo è quanto abbondantemente documentato nel nuovo rapporto di Counter Balance, la coalizione di Ong europee che fanno campagna sulla Banca europea per gli investimenti (BEI). Proprio la BEI, infatti, ha finanziato il progetto con un prestito di ben 100 milioni di euro, concordato mentre l’esecutivo della Repubblica democratica del Congo tentava di fare chiarezza sulle concessioni minerarie rilasciate durante il periodo della guerra civile attraverso una commissione per la revisione delle licenze.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il rapporto, che si intitola “Soul mining: the EIB’s role in the Tenke Fungurume Mine”, evidenzia anche come i termini contrattuali siano molto svantaggiosi per il paese africano, dal momento che il principale beneficiario dell’opera sarà la compagnia promotrice della miniera, il colosso americano Freeport McMoran. Una società che ha dei pessimi precedenti per violazioni in materia ambientale, tanto che il dipartimento per la cooperazione del governo norvegese l’ha inserita nella sua “lista nera”. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Secondo Prince Kumwamba, esponente della Ong congolese ACIDH, che ha collaborato alla stesura del rapporto compiendo numerose missioni sul campo e raccogliendo molte prove sulla violazione dei diritti umani, le condizioni di lavoro dei minatori, soprattutto quelli assoldati dei subcontractors, sono in palese contrasto con gli standard internazionali riconosciuti. “Lavorano sei o sette giorni a settimana senza aver nemmeno firmato un contratto, mentre la competizione tra le differenti comunità della zona viene utilizzata per tenere i salari il più basso possibile” ha dichiarato Kumwamba, che ha anche sottolineato come le famiglie sfollate a causa del progetto non siano state reinsediate e non abbiano ricevuto le dovute compensazioni. Non a caso le tensioni sociali nell’area sono già ai livelli di guardia e una manifestazione tenutasi a inizio 2008 ha comportato episodi di violenza e una serie di arresti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le ong di Counter Balance se la prendono con la BEI per il finanziamento accordato alla miniera, che reputano “irresponsabile”, specialmente in un momento in cui a ragione si critica il coinvolgimento cinese in troppo progetti controversi in Africa, ma si dimentica il ruolo giocato da realtà importanti come la Banca di sviluppo dell’Unione europea nello stesso contesto socio-politico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-4451392260110354533?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/4451392260110354533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=4451392260110354533&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/4451392260110354533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/4451392260110354533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/11/tenke-una-miniera-di-ingiustizie.html' title='Tenke: una miniera di ingiustizie'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-4482193483483850442</id><published>2008-10-20T03:07:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T03:27:19.501-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dighe'/><title type='text'>Le comunità locali protestano contro la diga di Bujagali</title><content type='html'>Il quotidiano ugandese “The Monitor” nel fine settimana ha riferito che i lavori per la costruzione della linea di trasmissione dalla diga di Bujagali alla centrale elettrica di&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPxatGv5yEI/AAAAAAAAACU/di5ccXfDW90/s1600-h/bujagali+falls.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPxatGv5yEI/AAAAAAAAACU/di5ccXfDW90/s200/bujagali+falls.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259178195814041666" /&gt;&lt;/a&gt; Mutundwe sono stati bloccati a causa della proteste della popolazione locale. La diatriba è nata su un punto cruciale legato allo sviluppo del progetto: le compensazioni.&lt;br /&gt;Secondo i residenti di Wakiso e Mukuno i risarcimenti attualmente pagati per l’esproprio delle terra attraversate dalla linea di trasmissione sono abbondantemente inadeguate, non permettendo un reinsediamento in altre parti del Paese. Eppure, sostengono ancora i residenti, il governo di Kampala aveva fatto bel altre promesse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Uganda: la diga di Bujagali fa discutere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;articolo di Luca Manes pubblicato da Nigrizia Online&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto della diga di Bujagali si trascina da anni, tra difficoltà, incertezze e retroscena non troppo limpidi. L’opera, se mai vedrà la luce, implica un devastante impatto socio-ambientale, denunciano gli ambientalisti di tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’epopea di Bujagali inizia nei primi mesi del nuovo millennio, allorché il governo ugandese e la Banca mondiale si siedono ad un tavolo per parlare della possibile “nascita” della diga. Ma che sia un progetto nato male si capisce presto. Il primo consorzio costruttore svanisce come neve al sole, spuntano indiscrezioni su un caso di corruzione, anche la Banca mondiale ci ripensa e si chiama fuori. Questione chiusa? Assolutamente no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi due anni l’esecutivo di Kampala riparte alla carica, redige un nuovo progetto (dal costo complessivo di 500 milioni di dollari, un terzo più del precedente) e trova altre compagnie (guidate dal gruppo keniano IPS) interessate alla realizzazione della diga. Anzi, a dir il vero fa anche di più. E sì, perché a giorni la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), per intenderci la banca che gestisce i fondi dell’Unione europea destinati allo sviluppo, potrebbe staccare un corposo assegno di 100 milioni di dollari per finanziare Bujagali. Scontato, allora, il possibile ritorno di fiamma della Banca mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto a Kampala gli ambientalisti se la vedono brutta. In una iniziativa tenutasi a metà aprile per le strade della capitale ugandese, tre persone hanno perso la vita e alcuni leader delle Ong locali sono stati imprigionati, inizialmente con l’accusa infamante di omicidio poi “corretta” in partecipazione a manifestazione non autorizzata - sebbene i permessi fossero stati invece concessi. La protesta era contro un’altra opera a dir poco controversa, quella che vedrà la distruzione della ricchissima foresta di Mabira (30.000 ettari di estensione) per far spazio ad un’enorme piantagione di canna da zucchero. Va detto che gli attivisti arrestati sono da anni anche tra i principali oppositori del mega progetto di Bujagali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché questa diga è così osteggiata dalle comunità locali? Le ragioni sono tante.&lt;br /&gt;Bujagali dovrebbe sbarrare il Nilo pochi chilometri più a nord (cioè più a valle) del lago Vittoria da cui ha origine, in un sito di spettacolari cascate. Nelle intenzioni del governo ugandese dovrebbe essere una di sei dighe su quel tratto del Nilo Bianco, 16 chilometri a valle della diga di Owen già esistente. Le conseguenze dal punto di vista ambientale sarebbero enormi: le cascate sparirebbero e il lago Vittoria, già in stato di secca perenne, riceverebbe ancora meno acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diga allagherà terre coltivate e costringerà 820 persone a spostarsi in modo permanente, e 6.000 a cercare altre terre da lavorare. Non è previsto alcun risarcimento per chi perderà il lavoro nel turismo. Val la pena ricordare, infatti, che le cascate di Bujagali richiamano ogni anno 6.000 appassionati di rafting (e il turismo è la seconda entrata ugandese).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dubbi riguardano anche la fattibilità economica del progetto. Il contratto di acquisto dell’energia prodotta da Bujagali non è stato ancora reso noto, ma secondo la National Association of Professional Environmentalits (NAPE) il rischio è che le tariffe derivanti dall’accordo saranno proibitive per la popolazione locale – solo il 5% degli ugandesi è collegato alla rete elettrica nazionale. Lo stesso NAPE denuncia come, investendo nella diga, il governo abbia tralasciato fonti di energia meno cara e rinnovabile, come quella geotermale, che potrebbero contribuire a fornire elettricità a costi più abbordabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come detto a breve la BEI dovrà decidere sul finanziamento per Bujagali. Oltre a tenere conto del trattamento riservato agli oppositori del progetto, il board dell’istituzione si dovrà ricordare dei numerosi possibili impatti negativi dell’opera. Cento milioni di euro possono essere investiti in maniera molto più efficace, o no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-4482193483483850442?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/4482193483483850442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=4482193483483850442&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/4482193483483850442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/4482193483483850442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/10/le-comunit-locali-protestano-contro-la.html' title='Le comunità locali protestano contro la diga di Bujagali'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPxatGv5yEI/AAAAAAAAACU/di5ccXfDW90/s72-c/bujagali+falls.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-7869538434245692809</id><published>2008-10-17T05:46:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T05:39:45.048-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BEI'/><title type='text'>A sorpresa la finanza pubblica trionfa in piena crisi</title><content type='html'>Nel bel mezzo della peggiore crisi finanziaria mai registrata dal 1929, c'è un settore del mercato che continua ad essere fiorente come se nulla stesse accadendo. Istituzioni pubbliche come la Banca Europea per gli Investimenti e la Banca Mondiale riescono ancora ad avere credito, a tassi molto bassi,  attraverso la vendita di obbligazioni. Questa settimana la BEI ha raccolto 4 miliardi di dollari ad un unteresse del 2,6% , uno dei tassi più bassi mai registrati e di 40 punti inferiore il tasso medio di scambio che è valore di riferimento per il costo del denaro in Europa. Nella stessa settimana la Banca Mondiale ha emesso bond quinquennali per un valore di un miliardo e mezzo di dollari ad un tasso del 3,5%.&lt;br /&gt;Stessa fortuna hanno avuto la KfW, la banca di sviluppo tedesca e l'OKB l'agenzia di credito all'esportazioni austriaca.  &lt;br /&gt;In sintesi il settore pubblico è divenuto uno dei pochi beneficiari del crack finanziario globale.&lt;br /&gt;La capacità di raccogliere liquidità ad un tasso tradizionalmente basso  è particolarmente significativa in un momento in cui i prestiti interbancari sono virtualmente congelati. Governi e istituzioni che hanno ricevuto prestiti dalla BEI e dalla Banca Mondiale beneficiano indirettamente dei tassi vantaggiosi con i quali le istituzioni raccolgono capitali sul mercato.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/0/b3efab2c-9619-11dd-9dce-000077b07658.html"&gt;[.....]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                      &lt;br /&gt;Tratto dall'articolo &lt;a href="http://www.ft.com/cms/s/0/b3efab2c-9619-11dd-9dce-000077b07658.html"&gt;"Public sector is surprise winner"&lt;/a&gt; di David Oakley&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-7869538434245692809?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/7869538434245692809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=7869538434245692809&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/7869538434245692809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/7869538434245692809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/10/sorpresa-la-finanza-pubblica-trionfa-in.html' title='A sorpresa la finanza pubblica trionfa in piena crisi'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-8923229374037936464</id><published>2008-10-16T07:34:00.000-07:00</published><updated>2008-10-20T05:51:58.337-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinquantenario BEI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BEI'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EntrainAzione'/><title type='text'>I 50 anni della BEI. Time for revolution</title><content type='html'>Il 3 Giugno 2008, cinquanta attivisti provenienti da tutta Europa si sono dati appuntamento a Lussemburgo per chiedere alla &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPdSKxqB4LI/AAAAAAAAACM/Akt0Y16HFoM/s1600-h/TSfrontyellow.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPdSKxqB4LI/AAAAAAAAACM/Akt0Y16HFoM/s200/TSfrontyellow.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257761435060134066" border="0"&gt;&lt;/a&gt;Banca Europea per gli Investimenti di cambiare rotta, di investire nel sud del mondo in seri progetti di sviluppo che promuovano ricchezza a livello locale, di tenersi fuori dal nucleare e di interrompere il sostegno ai progetti di estrazione di combustibili fossili. L'azione si è svolta in occasione del cinquantenario dell'Istituzione Europea in diversi luoghi della città: davanti la sede alla Riunione dei Ministri delle Finanze, di fronte gli uffici della Banca e nella place d'armes (Lussemburgo downtown) . Alle delegazioni diplomatiche ed hai cittadini lussemburghesi è stato distribuito il &lt;a href="http://www.eib50.org/newspaper.pdf"&gt;giornale clone del quotidiano locale Luxembruger Wort&lt;/a&gt; che annunciava le "nuove politiche" della BEI. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Finalmente online tutti i materiali dell'azione ed i video dei mediattivisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HAPPY BIRTHDAY MR. PRESIDENT&lt;br /&gt;di David Hoffman&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-1741b42bb31e3040" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fvp.video.google.com%2Fvideodownload%3Fversion%3D0%26secureurl%3DqAAAAJRKzAPfu3a7ks9WIkYJqTEL4lFnY6uh7RZ55x7xOCy2gX-_6YbJiI82q41UAMCRKRCi7gb3PnAzjhnzW21S6T6eM9UgRy5L9pBbpiFNB_iTi7p340hrVeVMUdRFhIFvEa3AoSxW026RfawRkT2FQT0pEmclBnqv1Ta52LK_DlVeZRlM9IcmvNi4d4eV8q45Qh2nLF9urs3gIpBUcuHUzhC566VbRGXwlgFTU8Qt_b0S%26sigh%3DigKXnaQddMXQ_GoK0q3YIHhfL_4%26begin%3D0%26len%3D86400000%26docid%3D0&amp;amp;nogvlm=1&amp;amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D1741b42bb31e3040%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DngeeyS2sqAvHX92pt6brUwmFh5A&amp;amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;embed width="320" height="266" src="http://www.blogger.com/img/videoplayer.swf?videoUrl=http%3A%2F%2Fvp.video.google.com%2Fvideodownload%3Fversion%3D0%26secureurl%3DqAAAAJRKzAPfu3a7ks9WIkYJqTEL4lFnY6uh7RZ55x7xOCy2gX-_6YbJiI82q41UAMCRKRCi7gb3PnAzjhnzW21S6T6eM9UgRy5L9pBbpiFNB_iTi7p340hrVeVMUdRFhIFvEa3AoSxW026RfawRkT2FQT0pEmclBnqv1Ta52LK_DlVeZRlM9IcmvNi4d4eV8q45Qh2nLF9urs3gIpBUcuHUzhC566VbRGXwlgFTU8Qt_b0S%26sigh%3DigKXnaQddMXQ_GoK0q3YIHhfL_4%26begin%3D0%26len%3D86400000%26docid%3D0&amp;amp;nogvlm=1&amp;amp;thumbnailUrl=http%3A%2F%2Fvideo.google.com%2FThumbnailServer2%3Fapp%3Dblogger%26contentid%3D1741b42bb31e3040%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw320%26sigh%3DngeeyS2sqAvHX92pt6brUwmFh5A&amp;amp;messagesUrl=video.google.com%2FFlashUiStrings.xlb%3Fframe%3Dflashstrings%26hl%3Den" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LIFE BEGINS AT 50 for the EIB&lt;br /&gt;di David Hoffman&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=D_NcWDf5SUM"&gt;Guardalo su YouTube&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COUNTER BALANCE. RIFORMARE LA BEI&lt;br /&gt;di Vito Foderà&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=WoGKNTLzzQE"&gt;Guardalo su YouTube&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ONE DAY IN LUXEMBURG&lt;br /&gt;di Liza&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=UjaA-ytbuJk&amp;feature=related"&gt;Guardalo su YouTube&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUXEMBURGER WAHL&lt;br /&gt;realizzato dalla campagna Counter Balance&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.eib50.org/newspaper.pdf"&gt;Clicca qui&lt;/a&gt; per scaricare il giornale in PDF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GALLERIE FOTOGRAFICHE&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/carlodojmi/sets/72157605450829185/"&gt;Le fotografie di Carlo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito di cloni, come regalo di compleanno abbiamo copiato il sito ufficiale della BEI dando anche un nome più appropriato alla banca, ovvero  Everyone's Investment Bank. Lo scherzo è durato un giorno solo, il tempo che i parenti dei banchieri cadessero con tutte le scarpe nello scherzo e cominciassero a temere per il futuro dei loro cari. E così, partita la minaccia di querela, il sito &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=UjaA-ytbuJk&amp;feature=related"&gt;www.eib50.org&lt;/a&gt; è stato spogliato della grafica e mantenuto online in formato testo. Anche il "Luxemburger Wort" si è un pò risentito ventilando minacce e pubblicando una smentita il giorno dopo e come se non bastasse anche i gestori dei contenitori free press alla stazione si sono adirati. Insomma un gran subbuglio in quel di Lussemburgo dove almeno i signori che danzavano in piazza si saranno pur divertiti! Non sembrano accadere grandi cose in città. &lt;br /&gt;L'appuntamento a Lussemburgo è per il prossimo anno. &lt;br /&gt;Vi aspettiamo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-8923229374037936464?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=1741b42bb31e3040&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=ab0e8863e8296ae7&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/8923229374037936464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=8923229374037936464&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/8923229374037936464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/8923229374037936464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/10/i-50-anni-della-bei-time-for-revolution.html' title='I 50 anni della BEI. Time for revolution'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPdSKxqB4LI/AAAAAAAAACM/Akt0Y16HFoM/s72-c/TSfrontyellow.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-7023108847658514172</id><published>2008-10-15T02:43:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T08:49:13.392-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><title type='text'>Un futuro da Mar Nero</title><content type='html'>di Caterina Amicucci&lt;br /&gt;articolo pubblicato da "Il Manifesto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Mar Nero visto dal lungomare di Burgas, la tranquilla cittadina bulgara che affaccia sull'omonima baia, sembra uno specchio d'acqua come un altro. La pesca intensiva e l'inquinamento dell'epoca sovietica. I pescatori però raccontano che fino a pochi anni fa nessuno mangiava i zargan, ma oggi che la biodiversità marina si è ridotta questi pesci filiformi dalla bocca ad ago sono proposti nei ristoranti come «paranza» locale. La baia di Burgas di recente ha visto nascere una fiorente attività turistica che oggi fattura circa un miliardo e mezzo di euro l'anno. Tuttavia una nuova minaccia incombe sul fragile ecosistema del Mar Nero, ancora oggi scacchiere della partita fra Usa e Russia per il controllo del greggio. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPYQTmIhVuI/AAAAAAAAACE/WOytPsV-TAA/s1600-h/uccello2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPYQTmIhVuI/AAAAAAAAACE/WOytPsV-TAA/s200/uccello2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257407543841478370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono addirittura sei i progetti di oleodotti che nei prossimi anni partiranno dalla costa euroasiatica per raggiungere l'Italia, la Grecia, l'Albania e la Turchia. La costa bulgara potrebbe ben presto trasformarsi in un enorme terminale petrolifero, attraverso il quale smistare verso l'Europa milioni di barili. &lt;br /&gt;Gli Usa da diversi anni sostengono l'oleodotto Ambo, che dovrebbe collegare Burgas a Valona, attualmente fermo in attesa di finanziamenti. La Russia è partita al contrattacco, sfruttando la sua influenza ancora molto forte sulla Bulgaria e dando nuovo impulso alla pipeline Burgas-Alexandropoulis, un condotto lungo più di 400 km che raggiungerà l'Egeo nord-orientale. Progetto top secret. Il governo bulgaro, che ha già firmato un accordo con Russia e Grecia, non si sbottona. Perfino il percorso dell'oleodotto continua a essere segreto, nonostante sia stata costituita un'associazione delle otto municipalità coinvolte. Le prime indiscrezioni dicono che il condotto dovrà attraversare uno o più siti protetti dalla rete comunitaria Natura 2000. Il sud del paese è ricco di foreste e sono 12 le aree inserite nella lista delle zone protette dell'Ue. Per evitarle sarebbe necessario un percorso molto tortuoso, che porterebbe i costi a 2 miliardi di euro.&lt;br /&gt;Le associazioni ambientaliste hanno già cominciato a dare battaglia. Oltre a sostenere i referendum della scorsa primavera nei municipi di Burgas e Sozopol, hanno organizzato una serie di incontri con la cittadinanza lungo il tragitto dell'oleodotto, raccogliendo le firme per una petizione da inviare alla Commissione europea che chiede una valutazione di bacino dell'impatto ambientale cumulativo dei sei progetti. Ma i municipi sono già rassegnati, convinti che la loro opinione non verrà ascoltata dal governo centrale. La politica demagogica del governo, che promette benessere e lavoro, sta avendo la meglio, ma la società civile è decisa a non mollare. Non solo ha stabilito alleanze con i comitati locali in Grecia, ma sta facendo appello anche alle reti internazionali. La propaganda governativa insiste sui 30 milioni di dollari annui che la Bulgaria ricaverà dai diritti di transito, che equivalgono però appena al 2% dei proventi del settore turistico, che potrebbe invece subire un colpo irreversibile. La Russia sarà invece la principale azionista che beneficerà del 51% degli introiti, mentre le compagnie bulgare e greche divideranno in parti uguali la quota restante. Se i sei progetti saranno effettivamente realizzati, il rischio ambientale sarà incalcolabile e la vita nel Mar Nero rischierà di scomparire per sempre. Vedremo quale sarà la risposta dell'Europa, che nonostante gli impegni sul clima e sull'ambiente continua a sostenere, tramite le sue istituzioni finanziarie e in nome della sicurezza energetica interna, rischiosi progetti di estrazione e distribuzione di idrocarburi fossili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-7023108847658514172?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/7023108847658514172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=7023108847658514172&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/7023108847658514172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/7023108847658514172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/10/un-futuro-da-mar-nero.html' title='Un futuro da Mar Nero'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/SPYQTmIhVuI/AAAAAAAAACE/WOytPsV-TAA/s72-c/uccello2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-913715012412265030</id><published>2008-10-13T05:46:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T05:30:27.503-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BEI'/><title type='text'>Nuovo ossigeno per la TAV ed il Ponte sullo stretto</title><content type='html'>13/10/2008 - La Banca europea per gli investimenti (BEI) e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno firmato un accordo-quadro per il finanziamento delle opere inserite nel Piano Decennale delle Infrastrutture Strategiche del Governo italiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai sensi dell’accordo, la BEI e il Ministero intensificheranno la collaborazione, al fine di individuare i progetti compresi nel Piano Decennale finanziabili da parte della Banca, ma non solo. Verranno anche definite congiuntamente le modalità di finanziamento più appropriate e condivise le competenze acquisite dalla Banca in ambito europeo in materia di finanza strutturata e di progetto, ovvero su temi quali le procedure concorrenziali e negoziate per l’assegnazione di concessioni in regime di partenariato pubblico-privato. Il volume di finanziamenti che la BEI potrà mettere a sostegno di progetti infrastrutturali economicamente sostenibili sarà dell’ordine di 15 miliardi di euro nel quinquennio 2008-2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accordo è stato siglato a Lussemburgo dal Presidente della BEI Philippe Maystadt, il Vice Presidente Dario Scannapieco, responsabile delle operazioni di finanziamento in Italia, Malta e Balcani occidentali, e dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In una fase così critica per la finanza internazionale – ha commentato il Ministro Matteoli - l’accordo di oggi dell’Italia con la Banca Europea degli Investimenti è un forte segnale di fiducia nei confronti del Governo Italiano. Realizzando le infrastrutture si consente infatti al prodotto interno lordo di crescere in modo consistente aiutando così il Paese”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’accordo consentirà all’Italia di riprendere in modo deciso la sua infrastrutturazione. Il Paese”, ha aggiunto il Ministro, “sconta su questo fronte un ritardo pesantissimo, che le impedisce di crescere, sviluppare la sua economia e competere con i partner europei e mondiali. Di fronte alla grave crisi economica e finanziaria internazionale, il Governo italiano si sta muovendo per reperire risorse adeguate per realizzare le indispensabili infrastrutture di cui il Paese necessita. I finanziamenti di BEI sono un tassello importante. Ci muoveremo anche per favorire l’investimento dei privati attraverso il partenariato pubblico-privato. In tal senso abbiamo modificato il codice dei contratti per incoraggiare l’investimento privato, offrendo regole più flessibili, tempi certi e procedure più snelle”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le ipotesi di opere pubbliche che il Ministro ha indicato e che potranno essere finanziate dalla BEI, rientrano i valichi del Brennero e del Frejus, l’autostrada Milano-Verona, le metropolitane C e D di Roma, il completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e la metropolitana di Napoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La firma di questo accordo rappresenta un salto di qualità nei rapporti tra la BEI e l’Amministrazione Italiana”, ha osservato il Vice Presidente della BEI Scannapieco. “Esso formalizza e rafforza l’impegno della BEI a sostenere il Piano Decennale del Governo italiano, agevolando e ampliando le possibilità di finanziamento delle infrastrutture strategiche, in particolare quelle prioritarie legate alla realizzazione delle sezioni italiane della rete europea dei trasporti”. “Con questo accordo,” ha aggiunto Scannapieco, “la BEI mette a disposizione del Governo Italiano la sua expertise nella strutturazione del finanziamento delle grandi opere”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come in passato, i finanziamenti della BEI potranno riguardare  investimenti promossi direttamente dal Ministero, o da amministrazioni dello Stato e società pubbliche, di Regioni, enti pubblici territoriali e soggetti concessionari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dicastero di Porta Pia promuoverà incontri con queste controparti, per informarle delle possibilità di finanziamento offerte dalla BEI ai sensi di questo Accordo. I prestiti potranno essere intermediati da primari istituti di credito o prendere la forma di interventi di finanza strutturata e di progetto. Il Ministero, infine, esaminerà insieme alla BEI le opportunità di co-finanziamento con i fondi disponibili attraverso i programmi dell’Unione europea.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-913715012412265030?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/913715012412265030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=913715012412265030&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/913715012412265030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/913715012412265030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/10/nuovo-ossigeno-per-la-tav-ed-il-ponte.html' title='Nuovo ossigeno per la TAV ed il Ponte sullo stretto'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-5002175399096608592</id><published>2008-10-13T05:21:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T05:30:50.610-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dighe'/><title type='text'>L'affare Gilgel Gibe</title><content type='html'>di Caterina Amicucci&lt;br /&gt;articolo pubblicato nella rubrica Terra Terra de "Il Manifesto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiama Gilgel Gibe III e sarà la diga più grande dell’Etiopia. Un muro alto 240 metri che sbarrerà il fiume Omo creando un bacino lungo 150 chilometri e compromettendo per sempre un importantissimo ecosistema fluviale dal quale dipende la vita di numerose comunità locali. Il fiume Omo nasce nella regione dell’Oromia e, scorrendo per 600 chilometri verso sud, riversa le sue acque nel Lago Turkana in Kenya. Lungo le sue sponde sono stati ritrovati resti di ominidi e utensili risalenti a milioni di anni fa e questo le è  valso il riconoscimento  di patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.  Ma soprattutto le vallate dell’Omo sono le terre dei Mursi, dei Bodi, dei Galeb, dei Karo  ed di altre numerose etnie locali la cui vita è inestricabilmente legata a quella del fiume. Dalle sue inondazioni dipende l’agricoltura locale, dalle sue acque l’allevamento, dal suo scorrere la vita spirituale. Già in passato, crisi ambientali quali l’abbassamento del Lago Turkana, hanno condannato alcune di queste popolazioni alla fame ed alla migrazione e questo rischia di ripetersi in maniera decisamente più violenta. La costruzione  della diga Gilgel Gibe III è iniziata nell’estate del 2006 grazie al consolidato rapporto fra l’EEPCo, ente gestore dell’energia elettrica interamente controllato dal governo etiope, ed un’impresa italiana, la Salini Costruttori S.p.A. molto presente in diversi paesi africani nel settore delle grandi infrastrutture. Il progetto, dal costo complessivo di 1,4 miliardi di Euro, è stato affidato alla Salini a trattativa diretta senza gara d’appalto, come prevedono sia la legislazione etiope che gli standard internazionali in materia di appalti pubblici. La stessa procedura di assegnazione del contratto aveva caratterizzato anche la realizzazione dell’impianto precedente, quello di Gilgel Gibe II più a nord, sempre sullo stesso bacino. L’impianto di Gilgel Gibe II vanta anche la discutibile partecipazione della Cooperazione Italiana, che nell’ottobre del 2004 ha concesso all’Etiopia il più grande prestito mai erogato dal fondo rotativo, 220 milioni di Euro proprio mentre l’Italia si apprestava a cancellare all’Etiopia 332 milioni di Euro di debito bilaterale. Al di là dell’incoerenza politica, altri elementi della vicenda sollevano seri dubbi sulla trasparenza dell’operazione. Il prestito è stato approvato con il parere negativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze che rilevava l’inelegibilità dell’Etiopia ai credito di aiuto proprio perché in attesa della cancellazione del debito, e dello stesso nucleo tecnico di valutazione del Ministero Affari Esteri che, fra le altre cose, denunciava l’assenza di uno studio di fattibilità e dei costi delle misure di mitigazione dell’impatto ambientale nel piano finanziario. Tali anomalie sono attualmente oggetto di un’inchiesta della procura di Roma.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma a chi è destinata l’energia prodotta dalla megadiga Gilgel Gibe III? All’esportazione. L’intero potenziale generato pari a 1870 MW sarà interamente esportato in Kenya. Infatti in Etiopia, nonostante,  siano cinque gli impianti idroelettrici in costruzione, solo il 12 percento della popolazione ha un reale accesso all’energia elettrica soprattutto a causa  di una rete di trasmissione limitata. Non è ancora chiaro quali istituzioni finanziarie garantiranno la liquidità necessaria al completamento della diga, i lavori sono iniziati a spese del governo Etiope che sta perseguendo una preoccupante politica di reindebitamento ma,  ad oggi,  i finanziamenti dell’opera non sono stati assicurati. Tra i finanziatori possibili si annoverano la Banca Europea per gli Investimenti, il Governo Italiano, la Banca Africana di Sviluppo e la banca commerciale JP Morgan Chase. Appare ancora oggi necessario  far capire a governi e istituzioni che  i fondi pubblici destinati allo sviluppo non devono sostenere le avventure commerciali delle nostre imprese all’estero a scapito dei diritti e della sicurezza alimentare delle popolazioni autoctone,  bensì essere impiegati per una reale lotta alla povertà, anche attraverso la fornitura di servizi essenziali quali l’elettricità.  Ecco perché gli obiettivi del millennio sono una partita persa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Scarica il &lt;a href="http://www.crbm.org/modules.php?name=download&amp;amp;f=visit&amp;amp;lid=215"&gt;rapporto Completo&lt;/a&gt; sul caso della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-5002175399096608592?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/5002175399096608592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=5002175399096608592&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/5002175399096608592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/5002175399096608592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2008/10/laffare-gilgel-gibe.html' title='L&apos;affare Gilgel Gibe'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-5331286744165420837</id><published>2007-12-03T04:19:00.000-08:00</published><updated>2008-10-15T05:31:20.534-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><title type='text'>IL PARLAMENTO EUROPEO: NIENTE SOLDI PER I COMBUSTIBILI FOSSILI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;A Bruxelles approvata a larga maggioranza una storica risoluzione che chiede alla BEI e alle agenzie di credito all’export di smettere di finanziare l’estrazione di gas e petrolio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 29 novembre 2007 – Questa mattina il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione in cui si invitano con forza la Banca europea per gli investimenti (BEI) e le agenzie di credito all’export (ECAs) a non usare i soldi dei contribuenti europei per finanziare l’estrazione dei combustibili fossili. CRBM, insieme a tutte le Ong internazionali che monitorano da vicino il lavoro di BEI ed ECAs, accoglie con enorme soddisfazione la decisione dell’istituzione comunitaria, tra l’altro presa a larga maggioranza (sui circa 600 presenti ben 540 deputati hanno votato a favore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Banca europea per gli investimenti, ovvero la Banca di sviluppo creata dall’Unione europea, negli ultimi cinque anni ha garantito prestiti per 20 miliardi di euro per la realizzazione di opere legate all’estrazione di combustibili fossili. Nel 2006 il suo contributo per questo tipo di progetti ha raggiunto il 58% del totale su scala mondiale sostenuto con fondi pubblici, superando di gran lunga l’apporto fornito dalla Banca mondiale – che pure dà il suo contributo finanziario al peggioramento dei cambiamenti climatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le agenzie di credito all’export sono enti pubblici presenti in tutti i paesi industrializzati – l’ECAs italiana è la SACE – e che promuovono verso le realtà del Sud del pianeta esportazioni ed investimenti che contribuiscono in maniera significativa ad aumenti di lungo termine dei gas serra. Si stima che il sostegno delle ECAs nei confronti dei progetti per l’estrazione di gas e petrolio sia il doppio di quello garantito dalle altre istituzioni multilaterali. La metà dei nuovi progetti realizzati nei paesi in via di sviluppo ha ricevuto un qualche sostegno da parte delle ECAs.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’Unione europea attualmente sta negoziando una riduzione delle sue emissioni di gas serra, ponendo una forte enfasi sull’importanza della diminuzione delle emissioni anche da parte dei paesi in via di sviluppo” ha dichiarato Antonio Tricarico, coordinatore della CRBM. “Però allo stesso tempo i suoi organismi finanziari hanno ignorato le implicazioni ambientali delle loro attività. E’ venuto il momento di porre fine a tutto ciò, per cui ben vengano le parole e le esortazioni del Parlamento europeo. E’ ora che i governi nazionali agiscano di conseguenza” ha concluso Tricarico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-5331286744165420837?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/5331286744165420837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=5331286744165420837&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/5331286744165420837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/5331286744165420837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2007/12/il-parlamento-europeo-niente-soldi-per.html' title='IL PARLAMENTO EUROPEO: NIENTE SOLDI PER I COMBUSTIBILI FOSSILI'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-8465931672660130121</id><published>2007-10-01T09:09:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T05:31:40.736-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BEI'/><title type='text'>Le velenose ricette delle lobby economiche</title><content type='html'>di Caterina Amicucci&lt;br /&gt;articolo pubblicato da "Il Manifesto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sicurezza energetica e il cambiamento climatico sono al centro del Forum annuale della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), cominciato ieri a Lubiana. Una scelta inevitabile, ma quanto mai controversa per il braccio finanziario dell'Unione. Nonostante la Bei sia vincolata dal suo statuto a agire a sostegno delle politiche europee, essa appare sempre più orientata al cliente, piuttosto che al pubblico interesse e soprattutto fuori da un effettivo controllo politico comunitario. Sembra assai difficile allineare la Banca sugli obiettivi del nuovo accordo raggiunto dal Consiglio Europeo lo scorso marzo, che prevede una riduzione del 20% delle emissioni di gas serra in atmosfera entro il 2020, visto che la BEI è oggi il più grande motore finanziario pubblico dell'attuale modello energetico. Basti pensare che negli ultimi cinque anni la banca di casa Europa ha erogato prestiti al settore dei combustibili fossili per un ammontare di 4 volte superiore a quelli elargiti a tutto il comparto delle ene&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/RwEdTEVg4FI/AAAAAAAAAA0/HneQZjD-mL0/s1600-h/im000026.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5116402865088290898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="170" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/RwEdTEVg4FI/AAAAAAAAAA0/HneQZjD-mL0/s320/im000026.jpg" width="227" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rgie pulite. Ancor più pesante il bilancio del settore dei trasporti, uno dei principali responsabili delle emissioni in atmosfera. Su questo capitolo la Bei investe mediamente un terzo del suo bilancio per la costruzione di nuove autostrade, l'ampliamento dei terminal aeroportuali e persino nel sostegno diretto alle compagnie aeree, già ampliamente sussidiate dagli sgravi fiscali sul carburante. Dalle parole del presidente Philippe Myastadt, che ha aperto i lavori del forum di Lubiana, si apprende che la banca ha intenzione di investire nel rinnovabile almeno la metà dei fondi destinati al settore energetico. Sfortunatamente però tra le rinnovabili è annoverata a tutti gli effetti anche l'energia nucleare. La BEI, infatti, ha recentemente dichiarato di voler rilanciare gli investimenti nel settore come ricetta contro il cambiamento climatico, confermando la preoccupazione che il nucleare appare oggi l'opzione rinnovabile maggiormente accreditata, perché capace di generare maggiori profitti sul breve termine. È evidente che nonostante il leit motiv del Forum sia la transizione verso una Low Carbon Economy, gli interessi delle lobby economiche e finanziarie restano al centro degli orientamenti della Banca, che si dimostra abilissima a scegliere dal menù europeo le portate più succulente. È il caso delle biomasse. Secondo l' accordo europeo di marzo i paesi membri dovrebbero raggiungere l'obiettivo di produrre il 10% di biocombustibili. Un settore che rappresenta il business del futuro, i cui effetti sui prezzi degli alimenti primari cominciano già a farsi sentire e che continuerà ad affamare le popolazioni del Sud del mondo, che vedranno ridursi ulteriormente l'accesso alla terra e la possibilità di praticare un'agricoltura di sussistenza. La BEI si dichiara prontissima ad investire in questo senso, così come a contribuire alla lotta al cambiamento climatico incentivando il carbon trading, l'inquietante meccanismo di compravendita delle quote di emissioni di gas serra per il quale la banca ha istituito un apposito strumento finanziario. Intanto, fuori dall' hotel che ospita l'incontro, attivisti arrivati a Lubiana da diversi paesi Europei chiedono a gran voce di invertire subito la rotta e investire nell'energia pulita. Nella giornata di ieri, hanno animato la piazza con una colorata azione dimostrativa dove una bilancia raffigurava su due piatti gli investimenti in energia sporca e pulita della BEI. Gli attivisti, che promuovono la campagna internazionale «Public Funds for Public Benefit!», hanno chiesto ai passanti di riequilibrare la bilancia esprimendosi su un modello energetico sostenibile, raccogliendo centinaia di messaggi che verranno ufficialmente consegnati ai vertici della BEI durante le conclusioni del Forum previste per oggi pomeriggio. Il grande assente di questi giorni, sgradito a banchieri e imprenditori, è il tema della riduzione dei consumi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-8465931672660130121?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/8465931672660130121/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=8465931672660130121&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/8465931672660130121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/8465931672660130121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2007/10/da-lubiana-sul-forum-annuale-della-bei.html' title='Le velenose ricette delle lobby economiche'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/RwEdTEVg4FI/AAAAAAAAAA0/HneQZjD-mL0/s72-c/im000026.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-4372847859075027766</id><published>2007-09-18T05:50:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T05:32:30.895-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><title type='text'>Quella spiaggia che Tirana vuole cancellare.</title><content type='html'>di Caterina Amicucci&lt;br /&gt;articolo pubblicato da "Il Manifesto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un angolo di paradiso. Talmente bello da meritare l'appellativo di "Regina d'Albania". E' la baia di Vlora, sulla costa sud-orientale dell'Adriatico, habitat naturale di numerose specie di pesce e corallo. Peccato che nel 2004 Tirana abbia deciso di cancellare questa attrattiva naturale per far posto ad un mega parco industriale da 120 milioni di euro. Una colata di cemento e acciaio cancellerà una pineta dichiarata parco nazionale a due passi dalla spiaggia e dalla laguna di Narta, in teoria protetta della Convenzione di Ramsar sulle paludi. Quello che è stato enfaticamente definito il più grande investimento nella storia dell'Albania prevede la realizzazione di un parco industriale composto da sette impianti fra i quali un terminale per lo stoccaggio e la trasmissione di idrocarburi, una raffineria e una centrale termoelettrica per la conversione riconversione del gas. Banca mondiale, Banca europea per gli investimenti e Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo hanno subito manifestato il loro interesse a finanziare il progetto, incuranti dell'impatto ambientale. Fortuna ha voluto che nel 2005 la società civile albanese abbia messo su una coalizione, l'Alleanza per la protezione del Golfo di Vlora, per dire no all'ennesimo scempio di uno spicchio di costa del Mediterraneo. Per prima cosa gli attivisti hanno fatto ricorso contro il governo, accusato di aver violato la Convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni in materia ambientale. Ricorso vinto lo scorso marzo. La commissione internazionale creata ad hoc in base al trattato ha ritenuto l'Albania colpevole di non aver informato adeguatamente le popolazioni locali sulle possibili conseguenze del progetto, così da evitare, quindi, che i processi decisionali avvenissero in maniera condivisa. Nel corso degli ultimi due anni, la coalizione ha anche cercato a più riprese un'interlocuzione con le agenzie multiletarali internazionali intenzionate a finanziare il progetto. La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ha preferito infischiarsene delle istanze della società civile e ha già elargito la prima tranche dei 37 milioni di dollari. Più collaborativa la Banca mondiale, che tramite il suo organismo indipendente d'indagine si sta attivando per verificare se a Vlora si violeranno o meno gli standard socio-ambientali che regolano l'operato dell'istituzione guidata fino a pochi mesi fa da Paul Wolfowitz e se la valutazione di impatto ambientale su cui si è basata l'approvazione dell'esborso dei 25 milioni di dollari previsto dalla stessa Banca sia stata fatta secondo i canoni.Per adesso i lavori di costruzione languono, in attesa che si sblocchino tutti i fondi. Ma ancora una volta a non stare con le mani in mano sono stati gli albanesi, protagonisti di una serie di azioni contro la devastazione della loro bellissima baia. Tra campeggi dimostrativi sulla spiaggia di Vlora e manifestazioni di piazza (l'ultima si è tenuta il 9 settembre), la comunità locale sta facendo di tutto per vendere cara la pelle e salvare la sua principale attrattiva naturale. «Siamo pronti alla disobbedienza civile - ha promesso Aleksander Mita, dell'Alleanza -Se il progetto sarà realizzato la spiaggia verrà cancellata, si assisterà all'abbattimento di 30mila pini, importanti siti storici ed archeologici subiranno danni irreparabili e le abbondanti riserve di pesce rischieranno di sparire per sempre». La lotta continua, in attesa che la Banca europea per gli investimenti o la Banca mondiale battano un colpo, ritirando il loro finanziamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-4372847859075027766?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/4372847859075027766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=4372847859075027766&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/4372847859075027766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/4372847859075027766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2007/09/rassegnastampa-quella-spiaggia-che.html' title='Quella spiaggia che Tirana vuole cancellare.'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-734289992359297688</id><published>2007-09-11T06:51:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T05:32:50.458-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miniere'/><title type='text'>BEI in Rdc: sviluppo o interessi economici?</title><content type='html'>di Luca Manes&lt;br /&gt;articolo pubblicato da Nigrizia online&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Tenke è in progetto un'immensa miniera per l'estrazione di rame e cobalto: dovrebbe sostenere l'economia della Rdc, secondo la Banca europea per gli investimenti. CRBM denuncia: oltre all'impatto ambientale, il contratto fa solo gli interessi degli europei.&lt;br /&gt;Secondo la &lt;a href="http://www.eib.org/" target="_blank"&gt;Banca europea per gli investimenti&lt;/a&gt; (BEI) è un progetto ideale per ridurre l’endemica povertà che affligge da anni la Repubblica Democratica del Congo. Il governo locale e soprattutto le Ong – tra cui l’italiana CRBM – che formano la campagna di monitoraggio dell’operato della stessa BEI invece non sono della stessa opinione. Insomma, il &lt;a href="http://www.tenke.com/s/CopperCobaltDeposit.asp" target="_blank"&gt;Tenke Fungurume Mining Project&lt;/a&gt; sta scatenando una serie di controversie che non sembrano destinate a risolversi nello spazio di poco tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta il nodo della questione non sono solo gli impatti socio-ambientali, che pure sono presenti e di considerevole entità, visto che il progetto comporta la creazione di una gigantesca miniera a cielo aperto da cui dovrebbero essere estratte 115mila tonnellate di rame e 8mila di cobalto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A lasciare molte perplessità sono soprattutto le modalità contrattuali. Lo scorso maggio l’esecutivo congolese ha annunciato la sua intenzione di rivedere i contratti minerari siglati durante gli ultimi dieci anni, un periodo caratterizzato prima dalla sanguinosa guerra civile che ha mietuto centinaia di migliaia di vittime e poi dall’insediamento di un governo di transizione, rimasto in carica fino alle recenti elezioni. Vari audit della Banca mondiale, diversi studi indipendenti e un rapporto del parlamento congolese hanno messo in discussione la legittimità e correttezza dei contratti, che sono in tutto una sessantina (quello di Tenke è uno dei più importanti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Banca Mondiale ha espresso forti dubbi sulle modalità di acquisizione e sui termini del contratto di Tenke, dal momento che, come negli altri accordi, ci sarebbe una pressoché totale mancanza di trasparenza, un conflitto di interessi non dichiarato, dei pagamenti quanto meno sospetti e l’inserimento di termini contrattuali che sono molto svantaggiosi per il governo congolese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso l’Overseas Private Investment Corporation (OPIC), l’agenzia di credito all’esportazione degli Stati Uniti, ha deciso di ritardare la sua decisione in merito al finanziamento di Tenke per poter così acquisire maggiori elementi sulla questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La BEI, invece, tira dritta per la sua strada. Ha già approvato un finanziamento di 100 milioni di euro e non intende dare troppo ascolto alle preoccupazioni sollevate dalle Ong internazionali, che hanno messo in discussione l’effettiva finalità di sviluppo del progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’aver deciso sul sostegno al progetto prima del completamento del processo di revisione instaurato dall’esecutivo congolese ci sembra un gesto in contrasto con iniziative basate sulla trasparenza e sul buon governo come quella attualmente in atto su Tenke” ha dichiarato Caterina Amicucci della CRBM. “Un brutto segnale, per di più lanciato dalla banca di sviluppo dell’Unione europea” ha aggiunto l’Amicucci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei prossimi mesi vedremo se la troppa fiducia della BEI sarà smentita dai fatti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-734289992359297688?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/734289992359297688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=734289992359297688&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/734289992359297688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/734289992359297688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2007/09/bei-in-rdc-sviluppo-o-interessi.html' title='BEI in Rdc: sviluppo o interessi economici?'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-6489426467687067716</id><published>2007-09-05T03:30:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T05:33:32.367-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EntrainAzione'/><title type='text'>EntrainAzione.  Invia la lettera ad Astaldi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Rt6LN1-FOII/AAAAAAAAAAs/UhPpVohwsss/s1600-h/AStaldi+spa1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5106672097426749570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Rt6LN1-FOII/AAAAAAAAAAs/UhPpVohwsss/s320/AStaldi%2Bspa1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nelle prossime settimane la costa Atlantica dell'Honduras tornerà protagonista del reality show "L'Isola dei famosi". Tra i concorrenti quest'anno c'è anche Astaldi.La seconda azienda italiana delle costruzioni, infatti, ha appena firmato con il governo del P&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Rt6HCF-FOHI/AAAAAAAAAAk/i5RtLp8JFYk/s1600-h/AStaldi+spa1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;aese centroamericano un contratto per iniziare i lavori del megaprogetto turistico "Los Micos beach &amp;amp; resort centre", lungo la costa caraibica della Bahia de Tela.Un progetto fortemente avversato dalle popolazioni locali, il popolo garifuna, e che avrà un impatto devastante sul territorio, tanto a livello ambientale che sociale ed economico.Secondo Astaldi, che abbiamo sentito telefonicamente, il progetto turistico non potrà che portare "sviluppo, ricchezza e lavoro" nella regione. L'azienda ci ha anche invitato, d'ora in poi, a rivolgere le nostre preoccupazioni e denunce direttamente al committente (il Governo dell'Honduras) lasciando in pace Astaldi. Per questo, vi chiediamo aiuto per far sentire ad Astaldi la sua complicità con un progetto che è economicamente, socialmente e ambientalmente insostenibile.Inviate la lettera a Alessandra Onorati, responsabile Comunicazione e Investor Relations di Astaldi &lt;a class="moz-txt-link-abbreviated" href="mailto:a.onorati@astaldi.com"&gt;a.onorati@astaldi.com&lt;/a&gt; e a Mario Iván Casco, di Astaldi Columbus in Honduras, &lt;a href="mailto:secretaria@astaldi.hn"&gt;secretaria@astaldi.hn&lt;/a&gt;, mettendo in copia &lt;a class="moz-txt-link-abbreviated" href="mailto:honduras@puchica.org"&gt;honduras@puchica.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni e per scaricare il testo della lettera &lt;a href="http://lisolaeilmattone.blogspot.com/"&gt;clicca qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-6489426467687067716?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/6489426467687067716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=6489426467687067716&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/6489426467687067716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/6489426467687067716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2007/09/entrainazione-invia-la-lettera-ad.html' title='EntrainAzione.  Invia la lettera ad Astaldi'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Rt6LN1-FOII/AAAAAAAAAAs/UhPpVohwsss/s72-c/AStaldi%2Bspa1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-9216008977773431484</id><published>2007-09-03T08:08:00.001-07:00</published><updated>2008-10-15T05:34:00.847-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Petrolio'/><title type='text'>Vlora condannata a morte</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Rtwjll-FOGI/AAAAAAAAAAc/VP8V5vYKxSo/s1600-h/vlora7.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105995206285932642" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 257px; CURSOR: hand; HEIGHT: 157px" height="169" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Rtwjll-FOGI/AAAAAAAAAAc/VP8V5vYKxSo/s320/vlora7.jpg" width="259" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vlora, conosciuta come una delle più belle baie del sud-est Adriatico e ribattezzata “la regina d’Albania” è stata condannata a morte. Nel 2004 il governo Albanese ha approvato il più grande investimento della storia: un parco industriale di 560 ettari da costruire vicino la spiaggia, su una pineta dichiarata parco nazionale ed accanto alla laguna di Narta, anch’essa protetta in base alla convenzione di Ramsar sulle zone umide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La BEI, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) e la Banca Mondiale si sono offerte di finanziare il progetto nonostante il devastante impatto che esso comporta su un sito unico, come quello della baia di Vlora. Il progetto prevede sette impianti per lo stoccaggio e la trasmissione di idrocarburi, una raffineria, un centrale termoelettrica per la conversione riconversione del gas. La costruzione del terminal di stoccaggio di idrocarburi è stato naturalmente affidato ad una società italiana &lt;a href="http://www.gruppopir.com/opencms/opencms/sites/default/pirgroup/assets/files/Alb_Project_230306.pdf"&gt;“La petrolifera italo-rumena”, &lt;/a&gt;con un accordo piuttosto vantaggioso per gli impresari italiani vicini agli ambienti di Arcore, che prevede un concessione esclusiva di 30 anni con diritto di rinnovo a fronte di un investimento di 12 milioni di Euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2005, associazioni e cittadini si sono uniti dando vita alla”Alleanza per la protezione del Golfo di Vlora” ed hanno citato il governo albanese per aver violato la &lt;a href="http://www.unece.org/env/pp/documents/cep43ital.pdf"&gt;Convenzione di Aharus &lt;/a&gt;(Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale).&lt;br /&gt;In seguito ad una lunga ed articolata inchiesta, il 23 Marzo 2007, la Commissione ricorsi della Convenzione di Aahrus ha dichiarato il governo Albanese responsabile di non avere agito in conformità con i principi della convenzione. Nel corso di questi due anni la coalizione di ONG ha cercato di interloquire con la Banca Mondiale e la BERS chiedendo di congelare le operazioni di prestito finché il comitato non avesse terminato il lavoro investigativo. Il dialogo con le due istituzioni non ha portato a niente e la BERS ha provveduto ad erogare una prima tranche di finanziamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 30 Aprile 2007, l’Alleanza ha presentato una richiesta di intervento del Nucleo Ispettivo della Banca Mondiale. In seguito alla verifica dell’elegibilità del ricorso, la richiesta è stata accolta il 18 luglio 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo ottobre, una delegazioni internazionale di attivisti si recherà a Vlora&lt;br /&gt;per dare visibilità alla vicenda e per sostenere le organizzazioni albanesi che stanno lottando per salvare la baia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-9216008977773431484?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/9216008977773431484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=9216008977773431484&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/9216008977773431484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/9216008977773431484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2007/09/vlora-condannata-morte.html' title='Vlora condannata a morte'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/Rtwjll-FOGI/AAAAAAAAAAc/VP8V5vYKxSo/s72-c/vlora7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-7479199760648602528</id><published>2007-08-29T02:03:00.000-07:00</published><updated>2008-10-15T05:35:29.582-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nucleare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EntrainAzione'/><title type='text'>EntrainAzione. Non pagare la Bolletta Nucleare</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Ferma anche tu gli investimenti ENEL sul nucleare nell'Europa dell'Est&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.staccalaspina.org/"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104069132497008722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/RtVL1V-FOFI/AAAAAAAAAAU/PB1OZVBNqEc/s320/bannerxsiti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-7479199760648602528?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/7479199760648602528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=7479199760648602528&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/7479199760648602528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/7479199760648602528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2007/08/non-pagare-la-bolletta-nucleare.html' title='EntrainAzione. Non pagare la Bolletta Nucleare'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cyKwtTdt8Xc/RtVL1V-FOFI/AAAAAAAAAAU/PB1OZVBNqEc/s72-c/bannerxsiti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3643191350200211170.post-5755280998532992174</id><published>2007-08-21T02:50:00.001-07:00</published><updated>2008-10-15T05:34:26.089-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='BEI'/><title type='text'>Della trasparenza</title><content type='html'>In qualità di Istituzione Finanziaria Europea, la Banca Europea degli Investimenti dovrebbe agire nell’ambito della legislazione europea e di ciò che essa prevede in materia di accesso all’informazione e di partecipazione pubblica. Nonostante questo, la BEI ha agito per anni come una qualsiasi banca privata rispondendo esclusivamente ai suoi clienti e negando, al pubblico, qualsiasi informazione riguardante le sue operazione finanziarie. Grazie all’impegno di numerose organizzazioni europee la situazione sta lentamente cambiando. Nel 2006, la BEI ha organizzato la prima consultazione pubblica sull’accesso alle informazioni approvando una politica sulla trasparenza, ma a tutt’oggi il diritto dei cittadini europei a conoscere come i soldi pubblici vengano impiegati dentro e fuori i confini dell’Unione, non è ancora garantito adeguatamente. CEE Bankwatch ha realizzato un rapporto accurato sul reale funzionamento della politica sulla trasparenza scaricabile in inglese &lt;a href="http://bankwatch.org/documents/EIBtransparency_report.pdf"&gt;http://bankwatch.org/documents/EIBtransparency_report.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi volesse conoscere quali progetti la BEI è in procinto di finanziare puà consultare il sito istituzionale della Banca all'indirizzo &lt;a href="http://www.eib.org/projects/pipeline/index.htm"&gt;http://www.eib.org/projects/pipeline/index.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sui progetti ogni cittadino ha il diritto di poter accedere ad alcune informazioni, quelle ritenute non sensibili dalla Banca stessa, scrivendo alla Civil Society Unit della BEI.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3643191350200211170-5755280998532992174?l=beiwatch.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://beiwatch.blogspot.com/feeds/5755280998532992174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3643191350200211170&amp;postID=5755280998532992174&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/5755280998532992174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3643191350200211170/posts/default/5755280998532992174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://beiwatch.blogspot.com/2007/08/la-trasparenza-della-bei.html' title='Della trasparenza'/><author><name>Italian BEIwatcher</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14521801917452648262</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='15140854839606392717'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>